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IL SOMMELIER
.....al baccalà alla Mediterranea con pomodori e olive nere, potete abbinare un Cirò Rosè della Fattoria San Francesco di Cirò, in provincia di Crotone, di colore rosa salmone carico, e dall’imponente impatto olfattivo con profumi che ricordano i fiori e la frutta fresca, e che in bocca mostra un ottimo equilibrio, è di buona struttura, morbido, elegante e di persistenza medio lunga e di grande finezza.
 
Giuseppe Vaccarini
Presidente Associazione Internazionale Sommeliers
8 Dicembre 2000

 

CIRO' ROSSO.
Il Cirò Rosso Classico Superiore Donna Madda della Fattoria S. Francesco nasce da uve Gagioppo al 100 per cento nella zona classica posta tra Cirò e Cirò Marina. La vinificazione ha luogo con lunga macerazione del mosto sulle bucce e affinamento per 3-4 mesi in barrique francesi. Presenta colore rosso rubino; il profumo è intenso, fine, ampio e speziato; il sapore è secco, caldo, tannico di buona persistenza. Titola 13.5 gradi alcolici e si serve a 18°C con piatti saporiti come stufato di pecora, lepre in salmì, spalla di cinghiale brasata.
 
Dicembre 2000

 


CIRO' ROSSO CLASSICO RONCO DEI QUATTRO VENTI Fattoria San Francesco Cirò (Kr).
Dalla Calabria, che è stata una delle patrie del vino fin dall'antichità classica; ecco uno dei rari Cirò davvero interessanti: il Ronco dei Quattro Venti. Ha colore granata intenso e profumi fruttati, con note di confettura di visciola. Il sapore è pieno, con una nota acidula abbastanza evidente e sgrassante. Servitelo a 20° C e abbinatelo a maiale al forno, alla piccantissima 'nduja e a salumi calabresi in genere. Annate consigliate: '95, '97.

Daniele Cernilli
Da case & Country - vini Rossi selezione da 30 milioni

 




Cirò Rosè.
La Fattoria San Francesco è una delle aziende più dinamiche del panorama calabrese. Ha intrapreso un ambizioso programma di restyling di vigneti e cantina, e punta decisamente ai vertici qualitativi dell'enologia italiana. Noi vi proponiamo il suo Cirò Rosè, da alcuni anni vero best-seller dell'azienda, che si fa apprezzare per il bel colore rosato carico e brillante, i profumi invitanti di frutti rossi e vaniglia, la freschezza e il fruttato, unite ad una struttura equilibrata e piena, che esprime molto bene al palato.

 
Cirò Rosso Classico Ronco dei Quattro venti
Uno dei rari Cirò davvero interessanti. Un'affermazione paradossale e un po' triste se riferita a una terra, la Calabria, che è stata una delle patrie del vino fin dall'antichità classica. Ma tant'è. Consoliamoci con il Ronco dei Quattro Venti, che è buono. Ha colore granata intenso e profumi fruttati, con note di confettura di visciola. Il sapore è pieno, con una nota acidula abbastanza evidente e sgrassante. Servitelo a 20° e abbinatelo a maiale al forno, alla piccantissima nduja e a salumi calabresi in genere.

 


 

GRAPPA DI GAGLIOPPO
Fattoria San Francesco S.r.l.
Cirò (KR)
Valutazione: 82/10
Gradi: 42
Confezione: bottiglia a collo lungo da 50 cl
Categoria: grappa giovane
Materia prima: vinacce d'uva Gaglioppo
Invecchiamento: no
 
CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE
Vista: incolore, cristallina.
Olfatto: profumi fini e piuttosto intensi di fiori di campo, fieno, finocchiella selvatica e miele millefiori.
Gusto: piacevolmente morbida, ma di progressiva crescita alcolica.
Retrolfatto: lascia la bocca pulita e lievemente ammandorlata, con buona persistenza.
Note: ottima grappa del sud, assai ben lavorata a vapore in alambicco di rame; chiude bene un pasto di media struttura a 10/12° C; eccellente su un Toscano "Ammezzato Garibaldi".

 
Ottobre/Novembre 2000

 


28 Ottobre 2000 N°247
Gigi Piumatti

Cirò Rosso Classico Superiore Donna Madda '98, della Fattoria San Francesco.
Questo Cirò Donna Madda è molto buono, di taglio moderno, potente e avvolgente. Un Rosso che rappresenta al meglio la nuova enologia Calabrese.

 


Novembre 2000

Trattando di cipolle il Cirò Rosso Classico San Francesco 1998 (£.12000) sa mettersi al servizio con calore e buona corposità. I primi piatti che meglio si adattano sono la frittata, sulla quale ha la capacità di puòlire la bocca e di avere un rapporto di intesa con l'affumicato dello spek, e i maccheroncini, a cui non farà mancare il suo mediterraneo vigore, A15°

 

Antonio Giorgi - 16 Settembre 2000

Cirò rosè: dal sud un vino da Oscar
Gli ultimi scampoli di una estate calda e luminosa consentono di apprezzare meglio accanto al vino bianco il rosè variamente interpretato dai produttori di ogni regione. Magari di quelle dell'estremo sud, dove terreno e clima, unitamente all'abilità maturata dei tecnici di vigneto e di cantina, fanno a volte miracoli. E' il caso - detto senza retorica - del Cirò rosè doc della fattoria San Francesco, azienda che ha sede in località Quattromani nella stessa Cirò. Siamo in Calabria, e il riferimento ad un vino di questa terra vale a ricordare - qui nel nord le sofferenze recentissime di una gente che piange le vittime di una tragedia che ha scosso il paese. Da uve ti vitigno Gaglioppo vinificate in purezza nasce una sciccheria che si è aggiudicata l'anno scorso l'Oscar del vino in occasione della prima edizione del premio voluto dall'Associazione italiana sommeliers. Vino versatile, da tutto pasto , il Cirò rosè San Francesco ripresenta di colore rosa salmone tendente al corallo acceso; di profumo di media intensità e persistenza, fruttato in gioventù, di sapore asciutto e di media corposità, molto equilibrato. Va servito a temperatura attorno ai 14 gradi. La Fattoria San Francesco è attivamente impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni, in particolare il Gaglioppo e il Greco bianco. Francesco Siciliani, titolare dell'azienda, è l'ultimo discendente di uno storico casato del vino noto fin dal XV secolo. Nato a Cirò nel 1959, acquisita una laurea in giurisprudenza all'università di Roma, ha scelto di dedicarsi senza indugi alla tenuta di famiglia rispettando la tradizione enalogica locale ma puntando in parallelo sulla innovazione. Non è un caso che nel 1988, primo in Calabria, Siciliani abbia sperimentato l'affinamento del Gaglioppo in piccoli carati francesi. La nuova cantina aziendale è stata inaugurata nel settembre di tre anni fa e occupa una superficie di 2000 metri quadri, dei quali 600 interrati riservati alla bottaia. Azienda giovane ma di antica e consolidata tradizione, questa di Siciliani, che intende coniugare il passato con il presente e che esporta ormai il 50 per cento dei suoi vini, raggiungendo oltre ai paesi europei anche gli Stati Uniti, il Canada, il Brasile e il Giappone ha scelto di distribuire i propri prodotti unicamente attraverso il canale delle enoteche e dei ristoranti. A Milano il Cirò rosè San Francesco può essere reperito, ad esempio, presso l'Enoteca Ronchi.

 



14 Settembre 2000 N°144

A Sidney Bottiglie olimpiche
Ormai gli storici ne sono certi: era italiano il primo vino che festeggia i campioni d'Olimpia. Si trattava con tutta probabilità del Cremissa, l'antenato del cirò prodotto proprio in Calabria. La scoperta fatta dalla Fattoria San Francesco, gran produttore di vino calabrese, rende ancora più appetibile la trasferta della Col d'Orcia (produce Brunello di Montalcino) e della Bisol (suo forse il miglior Cartine) a Sidney. Le due case vinicole forniranno infatti il vino per gli atleti italiani. E speriamo che siano bottiglie per brindisi olimpici.

 

Settembre 2000
Mauro Remondino

ECONOMIA/AGRICOLTURA
I vincitori delle antiche Olimpiadi brindavano con un rosso italiano
Tempo di olimpiadi, Sydney bussa alla porta.
Gli atleti brinderanno con i rossi d'Australia ma pochi sanno che era italiano il vino con cui si celebravano i vincitori delle Olimpiadi antiche. Quando Cirò, in Calabria, era colonia della Magna Grecia, inviava il suo prezioso Kremissa ai giochi. Un vino che era fatto con uve Gaglioppo. Milone di Crotone, vincitore delle gare di lotta in sei giochi olimpici,pare fosse un grande estimatore di questo nettare al quale veniva offerto in tributo di onori divini. Oggi quel vino lo fa un produttore emergente, Francesco Siciliani della Fattoria San Francesco. Il cru si chiama Ronco dei Quattroventi, è un rosso di bella complessità e ne sono prodotte 50 mila bottiglie. la vendemmia a Cirò si prospetta buona ma ridotta nella quantità. "Questo anticipo è un azzardo -cosidera Siciliani- ma la qualità dei grappoli convincente".

 

CIRO' SAN FRANCESCO
La Fattoria San Francesco a Cirò (Crotone), tel.0962-32228, è della famiglia Siciliani da cinque secoli. Francesco Siciliani oggi strappa applausi con il Cirò Rosato e il CIrò Rosso Classico Ronco dei Quattro Venti.

Gianni e Paola Mura

Cirò Ronco dei Quattroventi '98 Fattoria S. Francesco, Cirò (Crotone)
La Fattoria San Francesco a Cirò, sulle colline a viti e olivi che guardano lo Ionio dall'alto, è un piccolo borgo nato alla metà del XVI secolo intorno a un convento. Nel 1777 fu acquisito dalla famiglia Siciliani e mai più lasciato. Oggi se ne occupa Francesco, con in tasca una laurea in legge, in testa idee molto chiare sul futuro dell'azienda e la grinta giusta per realizzarle. E' convinto (lo siamo anche noi) che l'enologia del Duemila debba rivalutare i vitigni autoctoni, esaltare la personalità. La specialità calabrese, per i rossi, è l'uva Gaglioppo (per i bianchi, il Greco). Ne deriva una Doc famosa, il Cirò classico. Siciliani lo propone in tre etichette (oltre che Rosè): la versione base, il Donna Madda (Superiore con breve passaggio in barrique) e questo cru, Ronco dei quattroventi. Lunga macerazione, affinamento per più di un anno in rovere piccolo, poi in bottiglia. Nel bicchiere, da accostare a sapori decisi, ha colore rubino intenso, bouquet aristocratico, sapore generoso e caldo, di alta piacevolezza.

 

Carlo Cambi

Il Rinascimento della Calabria
Terra di infinite potenzialità quella di Calabria, ma terra che nel panorama vitivinicolo italiano, salvo rarissime eccezioni, ha accusato un forte ritardo nel qualitativo. Tuttavia negli ultimissimi anni l'enologia calabrese ha segnato - grazie ad alcune cantine - una decisa inversione di rotta, tant'è che un paio di Cirò rossi si sono imposti all'attenzione internazionale per profondità di aromi, per presenza di corpo e per ampiezza di bouquet. Insomma cominciano ad assomigliare al carattere nobile della gente di calabria: fiera e gentile.

A questo "rinascimento" sicuramente ha contribuito una delle aziende vitivinicole più antiche della re4gione: la Fattoria San Francesco che ha vigna e cantina nella zona del cirò. Condotta dalla famiglia Siciliani (che da cinque secoli regge queste terre avendo però nel suo Gotha letterati, capitani, gente di curia e di toga) questa tenuta da trovato nell'ultima generazione di proprietari la spinta per tornare a produrre vini di caratura. E per rivalutare un vitigno antico quale il raglioppo da cui nasce ad esempio il "Ronco dei Quattro Venti" un rosso affinato in barrique di spessore e di ampio spettro gustativo. Si differenzia dal Cirò Rosso classico (che l'azienda produce con l'etichetta Donna Madda) per il più lungo contatto con la barrique che lo rende più complesso e speziato. La "novità" di questi vini è la morbidezza dei tannini. I duri rossi calabresi sono solo un ricordo: ciò grazie al fatto che si è saputo mettere a frutto in cantina il naturale apporto microclimatico di terreni posti tra le correnti della Sila e quelle del mare. Gli sbalzi termici, ora che la vigna è ben coltivata, riescono a conferire ampio bouquet a questi vini. Di un certo interesse è anche il San Francesco un rosè ottenuto dal Gaglioppo a macerazione abbreviata, mentre nel bianco che è frutto di uva Greco si trova finalmente un certo equilibrio tra acidità e aromi. Insomma la Calabria in vigna ha iniziato il suo rinascimento.


5 July 2000

SAN FRANCESCO 1999 CIRO' ROSE' DOC - CALABRIAN WINES ARE DIFFERENT, HEALTHY
By William Clifford
NEWS-TIMES FOOD WRITER
I trought I Knew where to look for resveratrol, the antioxidant in wine that fosters healthy hearts. Look to pinot noir, people said. But then I went to Calabria, in southern Italy. There I found a red grape named gaglioppo almost equally rich in this substance. Gaglioppo vines probably came to Italy from ancient Greece, as did the better known aglianico. Both give full bodied, top-quality red wines. Gaglioppo was only the beginning of may discoveries in Calabria. Who can say how many treasures lie buried in the ground of southern Italy? Perhaps nobody except the Greeks who buried them. Or who at least left them lying about for time to bury. And for us to disinter. What a beautiful land Calabria is! Forested green mountains. Sandy beaches on two seas (the Ionian and Tyrrhenian). Olive trees everywhere. Vineyards. Oranges and clementines, medlar trees, strawberry beds. Love poems sung in Calabrian dialect. Music with Middle East overtones Arab? Gypsy? Like the sounds of neighboring Sicily. In Calabria wine growing is oftencombined with other agriculture, especially olive oil production. I saw four important estates on the Ionian (east) side of the mountains. The appellations are Cirò and Melissa. Had enough new names for today? Nobody should go to Calabria exepecting to get by on familiar ones like sangiovese and pinot grigio. Once a monastery and small village, San Francesco is the modern fief of the Siciliani family. Its up-to date soft-pressed floral Cirò Biancois made from a grape named Greco guess where that species came from. Chilled Ciro Rose (100 percent gaglioppo) makes good sipping in warm summer months. It has just won San Francesco an “Oscar del Vino” in Rome. I tasted four excellent San Francesco red wines, all pure gaglioppo except for a fine one named Marta, wich includes 20 percent merlot. Its yong 1998 Ciro Rosso Classicowas somewhat tannic, I bluntly observed. “ Without tannin, it’s not gaglioppo”, they replied. The 1998 Donna Maddahad less. Perhaps the greatest of its wines I tasted, with a wonderfully intense bouquet, was the mouth-filling 1998 Ronco dei Quattroventi. Tannic, yes, but try it with highly seasoned food.

 

Daniele Cernilli

IL MOSTO E LE BUCCE FERMENTANO INSIEME POCHE ORE
per dar vita a rosati prestigiosi. Il migliore è quello della Fattoria San Francesco di Francesco Siciliani. E' in vendita il '99, dal colore rosa intenso con lievi nuance arancioni, dal profumo di frutts matura, con note di ciliegia e di susina rossa, e dal sapore pieno, morbido, avvolgente. Va servito a 12/14° e abbinato a primi piatti saporiti, anche di mare, a tonno e pescespada alla griglia, a triglie alla livornese.

UNA FATTORIA DA OSCAR
Storia simile ma con caratteri di innovazione più spiccati quella dei vini bandiera della Fattoria San Francesco, l'azienda modello creata da Francesco siciliani. Lui è erede di una dinastia vinicola importante, una famiglia del vino come ce ne sono solo in Toscana e in Piemonte. Le sue creature predilette si chiamano Donna Madda e Ronco dei Quattro Venti, due belle bottiglie di Cirò Classico Superiore "Vestite" da etichette sobrie ed eleganti.

Si tratta di due rossi (rubino decisamente più fitto il Ronco) corposi e morbidiprodotti da uve gaglioppo (quelle della più antica tradizione) selezionate da vigneti in prevalenza collinari e vinificate in purezza. Il vino nasce bene, insomma, e matura in caratelli francesi. L'affinamento produce ottimi risultati: sia Donna Madda che il Ronco conquistano ripetutamente il punteggio di due bicchieri nella classifica dei Vini d'Italia del Gambero rosso. Rappresentano entrambi una naturale evoluzione del Cirò (sulla guida 2000 di Veronelli, Daniel Thomases ha definito il Ronco del '97 "un gaglioppo a regola d'arte") e si abbinano benisssiomo con le carni rosse e la selvaggina o con un piccante pecorino crotonese stagionato. Accorto promotore della sua produzione, Francesco Siciliani vanta anche prestigiosi riconoscimenti: tra l'altro l'anno passato è stato premiato con l'Oscar del Vino per il miglior rosato in assoluto, il suo Cirò Rosè 1998 che ha sbaragliato l'intera, agguerrita concorrenza di regioni enologiche ben più blasonate e si è piazzato alla pari di un Bolgheri Sassicaia 1995-Tenuta di San Guido di Pietro Antinori (il protocollo dei "Super Tuscan", anzi "big Tuscan" come si dice adesso) e di un Franciacorta Cuvèe Annamaria Clementi-Ca' del Bosco, lo spumante sovrano senza complessi verso lo champagne. Si tratta di un rosato, che ricorda nel colore i toni della buccia della cipolla di Tropea, prodotto interamente da uve gaglioppo selezionate da vigneti in prevalenza collinari con macerazione breve dell'uva pigiata e controllo termico della fermentazione. E' un vino moderno da tutto pasto nel quale gli esperti della Guida dei Vini d'Italia 1999 del Gambero Rosso hanno riconosciuto "Profumi Floreali e fruttanti, sapore secco, morbido, con sentori di ciliegia matura".



27 Luglio 2000

Calici in alto - Campania: il Greco di Tufo bianco e deciso. Ed ancora Fattoria San Francesco: il rinascimento della Calabria Autore: Carlo Cambi

 


13 Giugno 2000

SAN FRANCESCO 1999 CIRO' ROSE' DOC
Gradazione alcolica: 12.5° vol.
produttore: Fattoria San Francesco Tel 0962.32228 Strada provinciale ex SS106 Loc. Quattromani - 88813 Cirò (KR)
Nel Bicchiere: Di un accattivante cerasuolo, propone al naso aromi di frutti freschi di bosco, rossi e neri, con in netta evidenza la fragola. Si aggiunge una delicata percezione di rosa rossa. Al gusto è molto fresco, piuttosto morbido, di corpo leggero e di facile beva. In bocca esplode l'aroma di fragola e cui ricordi persistono abbastanza lungamente.
ABBINAMENTO E SERVIZIO: Vino pefetto per la bella e calda stagione. Sposa egregiamente il pesce ben condito e i piatti freddi di carne bianca, senza disdegnare i primi della cucina estiva. Si serve ad una temperatura di 13-14° C in calici da vino rosato. UVAGGIO: Gaglioppo in purezza.
Note: La vinificazione in rosato è eseguita mediante una breve macerazione delle uve appena pigiate. Dopo la svinatura il mosto fermenta in tini di acciaio a temperatura controllata. Segue un breve periodo di affinamento sempre in acciaio e quindi l'imbottigliamento.

 

UN NETTARE OLIMPICO
Francesco Siciliani produce con tecniche moderne il rosso con cui brindavano gli atleti dell'antica Grecia.

Uno dei peggiori delitti contro il Dio Bacco lo perpetrano i tanti vitivinicoltori calabresi che non sanno o non vogliono valorizzare le loro produzioni come meriterebbero. La Calabria è terra di antichissima tradizione mediterranea, patria di vigneti e di uliveti straordinari. Eppure pochissimi producono vino di grande qualità. Uno di questi è Francesco Siciliani, giovane proprietario della Fattoria San Francesco, con una cantina moderna e vigneti stupendi a due passi dallo Ionio, nelle campagne attorno a Cirò, uno dei luoghi da sempre magici per la coltivazione della vite. Con questo vino, che quando Cirò era una colonia della Magna Grecia veniva chiamato Kremissa, brindavano i vincitori delle Olimpiadi antiche. I risultati della Fattoria San Francesco sono notevoli e, con l'ingresso in azienda di un consulente come l'enologo toscano Fabrizio Ciufoli, sono destinati persino a migliorare. Per adesso il vino più entusiasmante è il Cirò Classico Ronco dei Quattro Venti, dalle locali uve gaglioppo. Colore granato intenso, profumi avvolgenti di marasca ed erbe mediterranee, sapore ricco, rotondo, con una nota alcolica ben evidente. Fattoria San Francesco, loc. Quattromani, Cirò (KR), tel 0962/32228
 
Daniele Cernilli - Aprile 2000

 

Marzo 2000


Mauro Remondino

... Anche la Calabria vanta aspettative, in particolare dalla zona di Cirò, nota sin dai tempi della Magna Grecia per la produzione divini di pregio. La cantina della Fattoria San Francesco è situata in località Quattromani, proprio nel comune di Cirò, tra viti e ulivi secolari, lungo il vecchio tragitto della strada che costeggia lo Jonio. E' toccato a Francesco Siciliani rilanciare l'azienda di famiglia nel rispetto di un passato storico di prestigio. Laureato in Legge ma con poca propensione per i codici, Siciliani ha puntato su ricerca enologica e qualitò. Sopratutto l'affinamento del Gaglioppo, vitigno principe della zona, e la sperimentazione su alcuni vitigni autoctoni hanno permesso traguardi ambiti. Il risultato è in bottiglia. Due punti di forza in uscita: ilRonco dei Quattroventi e Donna Madda versione '98, affinati in piccole botti. La sfida tuttavia passa anche attraverso il Cirò Rosè, premiato nel '99 dai sommelier italiani, e il Bianco Doc da uve greche in purezza. Ma la scommessa è il Passito in via di preparazione, che nelle ambizioni dei suoi creatori potrebbe competere con i liquoriìosi di Sicilia.